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Computer del passato: l'Amiga 500 Seconda Parte


Amiga 500

L'Amiga 500 venne presentato nel lontano Gennaio 1987 a Las Vegas.
In Italia arrivò a Maggio dello stesso anno. Per molto tempo rappresentò un punto di riferimento per gli appassionati di informatica. Le sue caratteristiche multimediali, superiori a quelle degli altri home computer dell'epoca ed il notevole parco software ne fecero la macchina di gioco e lavoro ideale.
Il suo punto di forza erano la grande versatilità di utilizzo ed il costo contenuto rispetto agli altri home computer in commercio nello stesso periodo. L'amiga 500 poteva essere utilizzato sia per i videogiochi che per il lavoro, cosa che spinse molte famiglie ad acquistarla come primo computer, per utilizzarlo sia per il lavoro che per il divertimento.

Fisicamente l'Amiga 500 si presentava con il classico case monoblocco, in cui erano integrate la tastiera ed il lettore di floppy disk da 3.5"; su ogni disco si potevano immagazzinare fino ad 880 KB di dati, il massimo che fosse consentito dal File System di AmigaOS.
L'alimentatore era indipendente dal case, il monitor non era compreso ma la macchina poteva essere collegata facilmente ad un qualsiasi apparecchioTV.
L'unico accessorio in dotazione era il mouse con 2 tasti, ma nello stesso connettore si poteva tranquillamente collegare un qualsiasi Joystick, in modo da utilizzare l'Amiga come una vera e propria console di gioco.
Dal punto di vista dell'hardware il processore era il Motorola 68000 (a 7,09 o 7,16 MHz a seconda che la versione fosse PAL o NTSC), la memoria RAM era di 512 KB, il sistema operativo (il famoso AmigaOS) risiedeva sui 256 KiB della ROM e presentava 2 shell, una a riga di comando e una con l'interfaccia grafica Wimp
La scheda video permetteva nella modalità a 32 colori una risoluzione di 320x256 pixel in scansione progressiva, oppure 320x512 pixel in modalità interlacciata. A 16 colori invece si passava da 320 a 640 per quanto riguardava la risoluzione verticale; la palette di colori era in entrambi i casi di 4096 possibili combinazioni.
La parte audio prevedeva il suono stereo a 4 canali (2 per lato), con una frequenza di 28 KHz e campionamento a 8 bit.
L'Amiga500 si trovò a scontrarsi con con L'Atari ed il suo sistema, l'AtariST. Il processore 68000 dell'AtariST era di poco più veloce rispetto a quello dell'Amiga500 quindi i giochi convertiti da AtariST ad Amiga perdevano un po' in prestazioni. Tuttavia il software nato su Amiga poteva avvalersi delle funzionalità del chipset OCS di Amiga500 che operava in parallelo al processore. Ciò, sommato all'introduzione di nuove librerie (raccolte di funzioni utili ai programmatori) sviluppate da Commodore, rese l'hardware Amiga più appettibile, portando all'inversione del processo di sviluppo, con la nascita dei titoli direttamente su Amiga. Questo fatto sancì la superiorità di Amiga in confronto alla macchina Atari, almeno in campo ludico, portando ad un incremento vertiginoso delle vendite di Amiga500.
Grazie alle sue grandi capacità grafiche e sonore l'Amiga500 si affermò come migliore macchina da gioco rispetto alle concorrenti per molti anni.
Giunsero anche dei timidi aggiornamenti all'AmigaOS, che introdussero pochi cambiamenti e che stabilizzarono l'intero Sistema Operativo.
Alla fine del 1989 Amiga iniziava ad essere sostenuta da una folta schiera di veri appassionati. L'interesse intorno a questa piattaforma aumentava così come il software prodotto. Amiga inoltre cominciò ad essere ampiamente apprezzato nell'ambito della grafica e della titolazione/montaggio video, grazie anche all'Amiga2000, un modello proposto come macchina per professionisti.
L'Amiga500 fu uno dei più grandi successi commerciali dell'informatica, e venne a tal proposito definito: "Il miglior prodotto dell'elettronica di consumo del 1987".
L'Amiga500 attirò maggiormente il pubblico perché rappresentò quanto di più tecnologicamente avanzato fosse disponibile sul mercato a quell'epoca ad un prezzo ragionevole.
Di seguito riporto le sei pagine dell'articolo di recensione, pubblicate sulla rivista MC-Microcomputer.

(fare un click sulle immagini, per ingrandirle)






Articolo pubblicato sul n. 64 di MCmicrocomputer (Edizioni Technimedia Srl -Roma) nel giugno 1987

Fine della Seconda Parte


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